domenica 15 marzo 2020

Tappa 3 :: Pavullo nel Frignano - La Santona - Via Vandelli escursionistica

la Via Vandelli con il Viandante :: Tappa 3 :: Pavullo nel Frignano - La Santona

La terza tappa della Via Vandelli, si riparte dalla piazza di Pavullo nel Frignano. Già dalla parte finale della seconda tappa, il percorso del 1739 partito da Modena e quello di Sassuolo del 1751 si sono riuniti e da qui in avanti il percorso sarà unico. Percorriamo il centro di Pavullo, fino all'uscita sulla Via Giardini, a pochi passi dalla fontana dell'acqua sulfurea con il voltodel diavolo. Al semaforo, attraversiamo la Via Giardini e passiamo dietro un centro commerciale fino a raggiungere l'aeroporto, dove imbocchiamo una bellissima nuova ciclopedonale che affianca la pista degli alianti. Sulla sinistra, oltre la pista, possiamo vedere l'edificio del XVI secolo della Galeotta, casa torre esagonale presente a fianco del percorso settecentesco della Via Vandelli, sovrastato dalla ciminiera della fornace novecentesca.

il percorso escursionistico della Via Vandelli, a fianco dell'aeroporto di Pavullo: panorama invernale
Al termine della ciclopedonale, prendiamo decisamente a destra, verso un piccolo borgo e poi attraverso il bosco in salita, incrociando altri sentieri e percorsi, proseguendo in salita verso il borgo medievale di Montecuccolo. Appena prima e dopo il paese possiamo vedere il percorso di crinale della Via Vandelli, che oggi è sotto la Via Giardini: passare dall'oratorio di Pratolino e proseguire verso Montecenere, che non incontreremo nel percorso escursionistico. Entriamo dentro le mura attraverso un arco e proseguiamo verso la piazza compresa tra la chiesa, le mura del castello e le antiche case. Qui troviamo anche una bellissima fontana con un gufo in cui è consigliabile dissetarsi e fare rifornimento di acqua.

il castello di Montecuccolo
Continuiamo a salire nel bosco, per poi scendere nella valle del Fosso dell'Acqua Puzzola, prendendo via Le Fornaci. Anche da questo tratto si può vedere,due crinali più in là, il percorso settecentesco della Via Vandelli, e in mezzo la chiesetta e l'edificio di Serra Parenti da cui non si può passare per dissenso degli attuali proprietari.
Arriviamo al punto più basso di questa terza tappa, con il ponte sul Rio Giordano. Inizia la ripida salita verso Monzone. Questo paese è particolarmente importante perché qui c'era un castello conteso nel corso dei secoli e nel 1342 gli ufficiali delle comunità della montagna si riunirono nella Domus Comunis Fregnani, edificio trecentesco, e furono sottoscritti gli statuti frignanesi.
Lasciamo Monzone percorrendo una strada asfaltata molto panoramica, che dopo poco lasciamo per imboccare sulla destra un largo sentiero sabbioso tra i castagni e le roveri. La nostra meta è il meraviglioso Ponte d'Ercole o Ponte del Diavolo: luogo antico e leggendario, noto fin dai tempi più ancestrali, dove si sono svolti riti pagani e cristiani, affascianante e maestoso tanto da essere dedicato prima all'eroe invitto e poi al demonio: siamo davanti a un arco di pietra naturale che attraversa una piccola valle, formatosi grazie all'erosione del rio che passava nella valletta.

il Ponte del Diavolo
 Lasciamo questo luogo magico, e continuiamo tra rocce e sabbia, fino a uscire dal bosco e affrontare la ripida salita verso il Colle Montese che sovrasta Lama Mocogno in cui arriviamo rapidamente in discesa e ci ricongiungiamo da qui sino a fine tappa colpercorso originale della Via Vandelli.
In centro a Lama Mocogno troviamo fontane, bar e alimentari, e possiamo fare rifornimento di tutto, visto che non ne troveremo più fino a fine tappa.
Dopo Lama Mocogno, passiamo a fianco del nucleo del Le Serre e poi camminiamo dove nell'ottocento una grande frana ha fatto sparire il crinale e il lago della Ferla, e dove oggi c'è un prato, che ci porta tra le case di Mezzolato: un paese importante nel corso di tutta la storia della montagna modenese, prima di essere travolto dalla frana.

le case di Mezzolato
Attraversiamo nuovamente la Via Giardini e saliamo sul crinale attraverso splendidi prati fino a raggiungere Borra. Qui, se abbiamo bisogno, possiamo fare una piccola deviazione in centro paese per comprare qualcosa. Altrimenti proseguiamo tenendoci sul crinale e passando da una piccola strada asfaltata al sentiero che ci porta prima a Cà Don Carlo, poi, sempre in salita, dentro la pineta ducale: uno splendido bosco piantumati dai duchi, dove il lastricato originale della Via Vandelli settecentesca riemerge nella sua quasi totalità. L'atmosfera è veramente mistica e tranquilla, freschissima d'estate e camminiamo immersi nel fruscio delle foglie e nella luce filtrante.

la Via Vandelli dentro il bosco prima tra Borra e La Santona
Seguendo anche i segnali cai che qui ci guidano sulla Via Vandelli, raggiungiamo il punto più alto della tappa, quando riemergiamo sulla strada asfaltata che a destra va alle Piane di Mocogno, mentre noi voltiamo a sinistra verso la nostra meta. Poca strada asfaltata e al primo tornante imbocchiamo a destra un sentiero che ci porterà, in ripida discesa, sulla Via Vandelli, un poco oltre La Santona. Quindi quando raggiungiamo la Via Vandelli, dobbiamo percorrerla per pochissime centinaia di metri a ritroso, prendendo a sinistra ed entrando a La Santona dalla parte del vecchio borgo con le case e la strada di pietra. Ci dissetiamo alla freschissima fontana e ci prepariamo per la notte.

il video de "la Via Vandelli con il Viandante"

mercoledì 4 marzo 2020

Tappa 2 :: Serramazzoni - Pavullo nel Frignano - Via Vandelli escursionistica

la Via Vandelli con il Viandante :: Tappa 2 :: Serramazzoni - Pavullo nel Frignano

La seconda tappa della Via Vandelli, nel ramo che parte da Sassuolo e che in questa tappa si ricongiungerà con quello che parte da Modena, parte dalla piazza di Serramazzoni.
Siamo già nel cuore dell'appennino modenese, in uno dei paesi cresciuti attorno alla Via Vandelli, arrivata qui nel 1751 per scelta di Domenico Vandelli, dove all'epoca c'era solo il piccolo agglomerato di Case Mazzoni.

Un'antica abitazione di Case Mazzoni, appena discosta dalla Via Vandelli
Ci lasciamo alle spalle la fontana della piazza, dopo aver fatto un generoso rifornimento, visto che non troveremo più fontane fino alla conclusione della tappa, a Pavullo.
Usciamo dal paese sul marciapiede che costeggia la strada asfaltata che va verso l'antica roccaforte di Monfestino. Ma ben presto, continuando a seguire la Via Vandelli settecentesca, ci troviamo al bivio con Case Naldi, dove prenderemo a destra in discesa, percorrendo un tratto di Via Vandelli dove ìancora presente il muro a secco di contenimento e parte della lastricatura, che corre tra i campi verdeggianti. Ma prima, proprio all'imbocco del bivio, ci fermiamo per ammirare sulladestra, in lontananza, la Pietra di Bismantova, l'emergenza rocciosa dell'Appennino reggiano dal profilo inconfondibile, visibile fino qui: il seggio del demonio sulla terra.

la Pietra di Bismantova, come vista dalla Via Vandelli
Poi scendiamo, tra le querce, i campi fioriti, il lastricato, i muriccioli, lo sterrato, i prati. Fino al punto più basso, dove alle volte stagna l'aqua sotto il pelo dell'erba. E velocemente risaliamo, per un sentiero fatto più aspro nel bosco che è pur sempre la Via Vandelli settecentesca, e qualche guado e tanta ombra.

la Via Vandelli sommersa dall'erba tra i prati
Si sale inesorabilmente, finché la Via Vandelli non raggiunge in un punto in cui è di nuovo asfaltata, ma per nulla spiacevole, visto che sale tra il verde e l'azzurro come un tranquillo nastro spoglio tra i filari di querce che sempre l'accompagnano. Sale nei campi che portavano petrolio e benessere dove ancora i toponimi ricordano gli antichi insediamenti: Cà di Naldo, Cà dè Ghinelli, La Berzigala, La Monta, Cà Bosi, Cà Bertacchini e la dimenticata Casa Usercia.
E finalmente si raggiunge ilpunto in cui questa Via Vandelli del 1751 incontra la Via Vandelli del 1739 che sale da Modena, e in un magico trivio si riuniscono per correre insieme tra le querce come unica strada verso il Frignano, il crinale, la Garfagnana, le Apuane e il Mar Tirreno!

la Via Vandelli poco dopo la confluenza del ramo del 1739 da Modena e quello del 1751 da Sassuolo
Camminiamo tra i filari di querce, fino a sbucare dove la via Giardini si sovrappone alla Via Vandelli. Per un tratto molto breve stiamo a fianco dell'asfalto, e a Cà Bosi lasciamo il percorso orioginale, che purtroppo oggi è sotto l'asfalto, e continuiamo invece per sentieri scendendo e salendo le ultime colline prima della meta: attraversando la campagna lambiamo il borgo di Montebonello, raggiungiamo la vetta del poggio del Vecchietto, giù fino a Cà Moneta, rimiriamo imponente la rupe di Miceno, tocchiamo il punto più basso della tappa sul rio Cogorno, l'ultima salita poi in discesa su Pavullo in mezzo alle villette. Siamo infine arrivati nell'ombroso parco ducale, con fontane, alberi, il palazzo Ducale e il busto del celebre condottiero Raimondo di Montecuccoli.
Manca poco e possiamo sederci nella piazza centrale di Pavullo nel Frignano, sotto il busto di Giovanni Borelli, immergendoci e dissetandoci alla fontana pubblica la cui acqua sgorga dal becco di arcigni e benevoli rapaci.

il video de "la Via Vandelli con il Viandante"


venerdì 21 febbraio 2020

Tappa 1 :: Sassuolo - Serramazzoni - Via Vandelli escursionistica

la Via Vandelli con il Viandante :: Tappa 1 :: Sassuolo - Serramazzoni

La prima tappa della Via Vandelli, nel ramo che parte da Sassuolo, parte anche in questo caso, come per la partenza da Modena, da un palazzo Ducale: la delizia Estense di Sassuolo, mirabolante architettura pensata per la villeggiatura dei Duchi e destinata a meravigliare gli ospiti.
Domenico Vandelli iniza dopo la guerra di successione austriaca a progettare la bretella di collegamento tra questa residenza ducale e la sua "strada nuova per la Garfagnana" realizzata nel 1739. L'opera si concluderà nel 1751 con il congiungimento tra le due Vie Vandelli, quella da Modena e quella da Sassuolo, nei pressi di Cà Bosi e il completamento del progetto originale dal passo della Tambura fino a Massa.
Il palazzo ducale ci meraviglia subito con la Peschiera, appena oltre la porta di accesso alla piazza, e lo stupore continua con i 5 chilometri di viale alberato, disegnato dal doppio filare di pioppi cipressini, fino a raggiungere il belvedere, la Coffee House dei piaceri del nuovo mondo, come tè, caffè e cioccolata. Purtroppo alcune proprietà private ci impediscono di proseguire sempre dritti e dobbiamo fare alcune deviazioni.

il palazzo ducale di Sassuolo e la Via Vandelli che inizia col viale alberato
immagine tratta dal documentario "La Via Vandelli" di Carelli, Grandi e Guarienti
Tra queste deviazioni quell più notevole è quella che ci porta ad attraversare la trafficata S.P.19 e a raggiungere le antiche terme della Salvarola dalle acque salsobromoiodiche e solfuree, di cui possiamo ammirare l'edificio in stile liberty del 1910. Poche centinaia di metri tra campagna e specchi d'acqua, in cui ci attardiamo anche nei pressi di una piccola chiesetta con cipressi, e raggiungiamo lo sbocco della Vallurbana in cui finalmente torniamo a imboccare la Via Vandelli sul suo percorso originale.
La strada, asfaltata, inizia decisamente a salire e dopo lo Sporting Club diventa sterrata ma continua a salire e poi si confonde tra i campi pur continuando a salire inesorabilmente seguendo la linea di massima pendenza fino alla cima della possessione, da cui si gode di un primo notevolissimo panorama su Sassuolo, Modena, le Alpi se il cielo è terso e la valle del Secchia con il castello di Castellarano.

i viandanti sulla Via Vandelli che serpeggia tra i prati della colline sopra Sassuolo
Dopo aver raggiunto il crinale, la Via Vandelli lo segue attentamente, tra lunghi tratti rettilinei alternati a sinuose curve tra i calanchi e i campi di foraggio o papaveri. A parte una piccola deviazione per evitare un'azienda agricola che si è insediata sul tracciato originale della strada.
Con continui rilanci di salita con pendenze fino al 15% e tratti più dolci, la Via Vandelli arriva fino a Monte Scisso, con un imponente edificio cinquecentesco e case fortificate e un piccolo borgo.

la Via Vandelli sotto le grandi querce che ne caratterizzano il percorso
La Via Vandelli prosegue oggi come piccola strada asfaltata attraverso i piccoli gruppi di case delle Braide, di Chiozza e San Donnino. E poi il percorso originale torna a prendere le forme di una carreggiata tra i verdi campi, a volte incastonata tra filari di alberi, sempre salendo, fino al culmine di un colle da cui si vede più in basso il borgo di Campodolio-Varana. Come dice il nome stesso (e anche quello di Sassuolo da cui siamo partiti) questi sono luoghi ricchi di "petrae oleum" ovvero di olio di sasso che oggi chiamiamo petrolio, un tempo giacimenti sfruttati per svariati usi.
In centro al paese troviamo la prima fontana di questa tappa, circa 15km dopo la partenza, e l'unica prima dell'arrivo a Serramazzoni. È quindi importante approfittare di questa fonte e programmare bene le riserve di acqua. Qui c'è anche un bar e qualche altro negozio.

la Via Vandelli scende verso il campanile di Campodolio-Varana
Il cammino riprende per inoltrarsi, sempre inesorabilmente in salita, tra piccoli insediamenti, un tempo produttivi dai nomi evocativi come il Mulino del Berto, il Casone fino ad inoltrarsi nel bosco della Carbonaia dove la Via Vandelli sale nuovamente sul suo selciato settecentesco, avvolta da storie di antiche pestilenze e donne che proprio in questo bosco hanno trovato riparo.

la Via Vandelli sale nel bosco della Carbonaia col selciato settecentesco
Usciti di nuovo fuori dal bosco, sulla S.P.21, la percorriamo per qualche centinaio di metri, per poi abbandonare il percorso orignale della Via Vandelli, che proseguirebbe ancora asfaltata verso il paese, con una netta svolta a sinistra che ci porta per sentieri in quota, ad attraversare l'antichissimo borgo di Case Mazzoni, preesistente al paese stesso, nella cui piazza arriviamo in discesa per goderci la piazza, la fontana, e la conquista di questa tappa!

il secondo video de "la Via Vandelli con il Viandante"

--


martedì 28 gennaio 2020

Tappa 2 :: Torre Maina - Pavullo nel Frignano - Via Vandelli escursionistica

la Via Vandelli con il Viandante :: Tappa 2 :: Torre Maina - Pavullo nel Frignano

La seconda tappa della Via Vandelli, nel ramo che parte da Modena e che in questa tappa si ricongiungerà con quello che parte da Sassuolo, parte da Torre Maina, davanti alla chiesa.
Siamo al centro della valle del torrente Tiepido, scelta nel 1739 da Domenico Vandelli per risalire l'appennino modenense. Toccando il borghetto di Torre Montina, l'agriturismo il Luoghetto fino all'aggolomerato di case di Poggio Gaiano ci porteremo rapidissimamente in quota.
Poggio Gaiano è un luogo di insediamenti antichissimi, terramaricoli e romani, e da qui si può ammirare: il panorma sulla pianura e su Modena, la catena alpina in fondo alla valle padana nelle giornate terse, il paesaggio dei calanchi e davanti a noi il serpeggiare sul crinale della Via Vandelli verso il santuario di Puianello.

la Via Vandelli che sale da poggio Gaiano verso Puianello
Poco prima di Puianello prendiamo a sinistra una breve deviazione dal percorso settecentesco che ci permetterà di raggiungere una terrazza panoramica da cui potremo vedere oltre al panorama già descritto anche il paese natale di Domenico Vandelli: Levizzano Rangone distinguibile con il castello, la torre metildica e la chiesa. Questo è l'unico punto di tutta la Via Vandelli da cui potremo vederlo. Per chi vuole, in pochi minuti si può salire al carateristico santuario di Puianello.
Riprendendo la strada verso la montagna, percorrendo alcune carreggiate interpoderali che passano in mezzo ad aziende agricole, raggiungiamo le Salse di Puianello, i vulcani di fango freddo che raggiungono la superficie grazie agli idrocarburi del sottosuolo.

le Salse di Puianello, appena discoste dalla Via Vandelli
La salsa di Puianello è descritta nel ’700 da Lazzaro Spallanzani nel tomo V della sua opera “Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino”. Nel cap. XLI “Osservazioni e Sperienze intorno alla Salsa della Maìna”, l’autore dice:
«Giace ella quasi nel mezzo di un prato che può avere di giro piedi 300, e da due lati è attorniata da campi fruttiferi. Si appalesa alla distanza d’un miglio, per formare un cono di bianca terra sollevantesi dal piano del prato. A 100 piedi e di vantaggio cominciai a sentire l’odore della Salsa che non è già quello del gaz idrogeno, ma di deciso petrolio».

Continuiamo sulla Via Vandelli settecentesca salendo un tratto di strada asfaltata fino al bivio per il monte Calvario, dove abbandoniamo il percorso originale, così da evitare altri chilometri di asfalto e in più poter godere di un paesaggio meraviglioso che spazia sia sulla valle del Tiepido verso Serramazzoni che sulla valle del Panaro verso i Sassi di Rocca Malatina.
Così facendo non passiamo per il paese di Farneta di Riccò, che però è rapidamente raggiungibile proseguendo sull'asfalto invece che salendo al monte Calvario o prendendo via Monte Pizzicano o via La Bianca.
Con il percorso escursionistico invece raggiungiamo direttamente San Dalmazio, dove troveremo un emporio, un bar, un paio di ristoranti e la fontana per l'acqua. A San Dalmazio ci sono diverse testimonianze della Via Vandelli, come la cappella Gentilini e l'originalissimo passaggio sotto l'arco della casa nella piazza del paese, in cui si controllava il passaggio dei viaggiatori.

il passaggio della Via Vandelli a San Dalmazio sotto la casa-torre
Dopo San Dalmazio proseguiamo appena sotto il crinale, dove non è più possibile transitare a causa di proprietà private, finché al bivio per il Malandrone scendiamo nella valle del Rio Torto. Questa zona molto franosa, non ha permesso la conservazione della Via Vandelli che scendeva proprio dove oggi c'è un campo coltivato. Visto che non è consigliabile attraversare il campo, scendiamo per i tornanti della moderna strada asfaltata, fino al ponte sul Rio dove invece riprendiamo i sentieri e rapidamente siamo di nuovo sulla Via Vandelli originale settecentesca che sale rapida come una polverosa carreggiata.
Raggiungiamo nuovamente una piccola strada asfaltata che oggi sta sopra la Via Vandelli e la seguiamo tra i campi e le aziende agricole quasi fino all'incrocio con la ss.12 Nuova Estense. La Via Vandelli prosegue proprio al di là della statale, ma visto che l'attraversamento è estremamente pericoloso, ci tocca fare una deviazione un po' avventurosa per passare sotto al grande viadotto della Nuova Estense.
Non manca molto, e raggiungiamo uno dei luoghi mitici della Via Vandelli: il trivio dove la Via Vandelli del 1739 che stiamo percorrendo salendo da Modena si congiunge alla Via Vandelli del 1751 che parte da Sassuolo e attraversa Serramazzoni: qui i due rami della Via Vandelli si congiungono e proseguono insieme verso Pavullo, la Garfagnana, le Apuane e Massa.

il trivio della Via Vandelli dove il percorso da Modena e quello da Sassuolo si incontrano e proseguono inseeme verso Massa
Dopo un bellissimo tratto tra due filari di querce, siamo arrivati in un tratto dove la via Giardini si sovrappone alla Via Vandelli. La percorriamo solo per un brevissimo tratto, e a Cà Bosi (punto più alto della tappa) lasciamo il percorso orioginale, troppo trafficato e per sentieri attraversiamo le ultime colline prima dell'arrivo: a vista del borgo di Montebonello, poi sopra al poggio del Vecchietto, attraverso Cà Moneta, a vista di Miceno e della sua rupe, in un susseguirsi di tranquilli sentieri, fino all'ultima breve salita che sale dal rio Cogorno, poi in discesa su Pavullo attraverso i quartieri moderni di villette per raggiungere il ristoratore parco ducale, con fontane, alberi, il palazzo Ducale e il busto del celebre condottiero Raimondo di Montecuccoli.
Ancora pochi passi per raggiungere il centro di Pavullo nel Frignano, sotto il busto di Giovanni Borelli, pronti a tuffarci nelle fresche acque della fontana dell'acqua pubblica delle due aquile.

il secondo video de "la Via Vandelli con il Viandante"
--


lunedì 30 dicembre 2019

Tappa 1 :: Modena - Torre Maina - Via Vandelli escursionistica

la Via Vandelli con il Viandante :: Tappa 1 :: Modena - Torre Maina

La prima tappa della Via Vandelli, con partenza da Modena, inizia davanti al palazzo ducale Estense, da piazza Roma, nel centro della città.
Oltre alla storia di Modena capitale ducale, in questa piazza si respirano tante altre storie, con la statua di Ciro Menotti che ci ricorda il moti democratici e patriottici ottocenteschi, ad esempio, o le vasche con l'acqua che ci riportano alla vista il sistema di canali che costituivano le vie principali di comunicazione dentro e per Modena prima dello sviluppo del trasporto stradale.
il Viandante in partenza davanti al palazzo ducale di Modena (foto di Francesco Boni)
Il cammino inizia sotto i portici che caratterizzano il centro storico di Modena, come quello di tante altre città emiliane. Una visita va assolutamente fatta al patrimonio mondiale dell'umanità costituito dalla cattedrale, dalla torre civica Ghirlandina e dalla Piazza Grande. Poi si prosegue tra i ricordi della Mutina romana, rinascimentale e ducale, fino a raggiungere la grande cintura verde dei viali che circonda l'intera città essendo stata creata al posto delle mura cittadine.
la cattedrale e la torre Ghirlandina in una foto di Daniele Ferrari
Continuando praticamente sempre dritti si raggiunge l'area dell'ex-azienda in cui già esiste il polo culturale del Teatro delle Passioni e del Supercinema Estivo e da qui si inizia il viaggio attraverso i verdi parchi cittadini. Il parco Peretti, si lambisce il parco della Resistenza, si attraversa il parco della Costituzione e quello della Repubblica, fino a imboccare la ciclabile Modena-Vignola.
per uscire da Modena, si segue un percorso che rimane quasi completamente nei parchi
Sul ponte pedonale che attraversa la statale 12 dell'Abetone e del Brennero, si incrocia il percorso originale settecentesco della Via Vandelli che oggi giace sotto la statale.
Il cammino invece continua sul tracciato sicuro della ciclo-pedonale Modena-Vignola per diversi chilometri, fino al bivio col percorso natura del torrente Tiepido, che si imbocca girando a destra.
Poco dopo si attraversa l'autostrada del Sole con un sottopassaggio alla cui uscita si vedono sulla destra i resti di un'opera a servizio del complesso sistema di canali che serviva tutto il territorio modenese: quella che sembra una cappella è un'opera che insiste sul canale San Pietro proprio dove incrocia il torrente Tiepido.
Il cammino continua sul fondo di terra battuta da qui fino alla fine della tappa, costeggiando o sulla sinistra o sulla destra il torrente: tutti gli attraversamenti del Tiepido sono su ponti pedonali: a Cavidole, alle IV Madonne e a Torre Maina.
Il paesaggio che si attraversa è quello tipico della campagna modenese, con grandi campi coltivati e moderni allevamenti di bestiame. Lo sguardo può spaziare sulla pianura che si presenta in tutte le sue forme a seconda della stagione e della coltivazione, ma davanti a sé il viandante può già iniziare a vedere le colline avvicinarsi, seguite dalle montagne che lo aspettano.
il tipico aspetto torrentizio-appenninico del fiume Tiepido
Una deviazione brevissima permette di vedere la piccola pieve di Santa Maria del Tiepido o della neve, che è un bellissimo esempio di romanico e davanti a cui sono anche posti alcuni sarcofagi di sepolture romane trovate in loco.
La passeggiata prosegue senza nessuna difficoltà sul bel percorso ciclabile che si segue fino alla fine della tappa. Poco dopo il sottopassaggio del ponte di Colombaro, si costeggia un verdissimo campo da golf.
nei pressi di Colombaro, si costeggia un campo da golf

Il percorso originale settecentesco della Via Vandelli passa parallelo al torrente Tiepido. Infatti nel 1739 Domenico Vandelli aveva proprio progettato la sua strada verso la Garfagnana e il Tirreno seguendo per uscire da Modena la valle del Tiepido e attraversando Montale, Pozza e Gorzano. Volendo camminare sul percorso originale, l'occasione migliore è di lasciare il percorso natura poco dopo il campo da golf, prima del sottopassaggio di Pozza, dove il percorso incrocia via Frattini e di imboccare questa via sulla destra, attraversare (con cautela!) la ss.12 e proseguire fino a raggiungere proprio la Via Vandelli originale che ancora oggi si chiama così, che attraverserà Pozza, porterà a Gorzano e infine a Torre Maina.
il punto migliore per portarsi sul percorso della Via Vandelli settecentesca, poco prima di raggiungere Pozza
Rimanendo sul percorso escursionistico invece si continuerà su un percorso più naturale e dal fondo morbido. Nei pressi del paese di Gorzano si incrocerà comunque il percorso settecentesco originale della Via Vandelli, proprio dove originariamente c'era un guado della strada sul fiume e oggi c'è un ponte carrabile. Inoltre sarà possibile vedere a fianco del percorso i treppi, cioè il campo per la ruzzola, un antico gioco in cui i partecipanti si sfidano lanciando dei dischi di legno (anticamente forme di formaggio) in gare di distanza e precisione.
La tappa si conclude poco dopo nel centro del paese di Torre Maina, davanti alla chiesa parrocchiale, sotto al cartello toponomastico che reca la scritta "Via Vandelli".

giovedì 12 dicembre 2019

linda e duratura

«Voglio una degna sepoltura quando la morte verrà e mi ghermirà, una tomba linda e duratura che mi preserverà dall'umidità»


Domenico Vandelli, nato a Levizzano Rangone il 1° marzo 1691
Francesco III d'Este, nato a Modena il 2 luglio 1698
Maria Teresa Cybo-Malaspina, nata a Novellara il 29 giugno 1725
Ercole III d'Este, nato a Modena il 22 novembre 1727

per un qualche motivo antropologico è sempre intrigante sapere dove sono sepolti i propri beniamini. basti pensare al cimitero di Père-Lachaise a Parigi dove riposano lo statunitense Jim Morrison, il polacco  Frédéric Chopin, la francese Edith Piaf il britannico Oscar Wilde e insieme Abelardo e Eloisa. o a Graceland, mausoleo di Elvis, o al cimitero acattolico di Roma con John Keats e Percy Bysshe Shelley (che proprio dopo un'ascensione lungo la Via Vandelli fino a San Pellegrino in Alpe compose "La maga dell'Atlante" nell'agosto del 1820) insieme a Gramsci, Gadda, Lussu e Camilleri. per dire.
e così non potevo non chiedermi delle sorti delle spoglie mortali dei quattro protagonisti principali dela genesi della Via Vandelli.

Levizzano Rangone, paese natale di Domenico Vandelli
Quart1984 (CC BY-SA 4.0)
mentre dei due duchi e della duchessa i luoghi di sepoltura e le attuali collocazioni delle tombe sono ben note, un più intricato mistero avvolge la sorte del progettista della Via Vandelli.
la sepoltura di Maria Teresa è la prima che ho visitato, alla basilica della Ghiara a Reggio Emilia, città dove la duchessa passava gran parte del suo tempo dopo che il consorte l'aveva lasciata per unirsi con matrimonio morganatico a Chiara Marini.

la tomba di Maria Teresa Cybo-Malaspina all'interno della basilica della Ghiara a Reggio Emilia
la seconda è stata quella di Ercole III, sepolto nella chiesa di San Vincenzo di Modena, luogo eletto nel 1836 da Francesco IV a pantheon della famiglia Estense.
prima o poi visiterò anche la tomba di Francesco III, che ora si trova nel cimitero monumentale di Giubiano a Varese, dove vennero traslate dal convento dei frati Cappuccini di Casbeno, avendo servito gli ultimi anni di vita come governatore del feudo asburgico di Varese.

il monumento funebre di Ercole III d'Este all'interno della chiesa di San Vincenzo a Modena
invece le sorti dell'ingengere-matematico-cartografo Domenico Vandelli non sono così limpide. già le circostanse della sua morte sono offuscate dalla leggenda: la più diffusa è che il Vandelli muoia suicida in seguito a una depressione conseguente al non successo proprio della Via Vandelli, o adirittura c'è chi addirittura attribuisce la causa del suicidio all'aver sbagliato il raggio dell'ultima curva prima di Massa!
«Di lui [di Domenico Vandelli n.d.r.] si valse il sopraddetto Duca Francesco III nel grandioso e difficil lavoro della magnifica strada, che per altissimi monti conduce da Massa a Castelnuovo di Garfagnana, e quindi a Modena, e dall'altra, che da' confini del Lucchese conduce a Castelnuovo. E benché poscia l'effetto di sì malagevole intrapresa non corrispondesse alle speranze, che se n'erano concepute, non puè attribuirsene la colpa al valoroso Matematico in essa impiegato. Egli infine finì di vivere improvvisamente in Modena a' 21 di Luglio del 1754, e fu onerevolmente sepolto nella Chiesa di S.Carlo.»

Girolamo Tiraboschi "Biblioteca modenese" tomo V, Modena,  Società tipografica (1783)
e proprio nella chiesa di San Carlo a Modena, dove sono stato tante volte, sono entrato pochi giorni fa stavolta con la ferma e sicura intenzione di trovare la tomba di Domenico Vandelli.
oggi la chiesa è sconsacrata e gestita dalla Fondazione Collegio San Carlo e in questi giorni è adibita alla mostra "Piccoli tesori di latta" in cui è esposta una grande collezione di antichi giochi di latta, appunto. mi aggiro per la ex-chiesa, scrutando nelle cappellette, alla ricerca di una lapide, un segno del grande matematico... ma non ne vedo. sapendo che alle volte le sepolture si nascondono dietro porte o tende, chiedo alle persone della fondazione che presidiano la mostra, ma non ne sanno nulla. esco un po' deluso ma fiducioso e scrivo una mail al servizio tecnico che cura la ex-chiesa.
la risposta arriva veloce e chiara dalla responsabile della biblioteca dell'archivio storico:
«Buongiorno,le tombe della chiesa di San Carlo sono state chiuse a partire dal 1777 e infine interrate e murate in conseguenza dell’ordinanza del Podestà di Modena del 1808.Non è rimasta memoria della tomba di Vandelli né ho trovato finora traccia di una eventuale lapide, di un suo riuso o altro che possa ricondurre alla notizia, sono spiacente.Cordialmente ...»

il pantheon estense all'interno della chiesa di San Vincenzo a Modena
approfondirò la ricerca per capire se la sorte di Domenico Vandelli è quella di non avere più un luogo di sepoltura, che la sua vita e la sua morte siano ammantate in buona parte dalla leggenda, che di lui non ci sia pervenuta nessuna immagine.
ma la sua immensa eredità sta nelle centinaia di chilometri serpeggianti della strada che porta il suo nome, vive nei passi dei viandanti che sempre più numerosi la percorrono, viene ricordato dalle targhe steli e iscrizioni che sorgono lungo il percorso della Via Vandelli.

la stele in marmo apuano dedicata a Domenico Vandelli presso La Fabbrica di Pievepelago

Domenico Vandelli, morto a Modena il 21 luglio 1754 a 63 anni
Francesco III d'Este, morto a Varese il 22 febbraio 1780 a 82 anni
Maria Teresa Cybo-Malaspina, morta a Reggio il 25 dicembre 1790 a 65 anni
Ercole III d'Este, morto a Treviso il 14 ottobre 1803 a 76 anni

--

venerdì 29 novembre 2019

chilometri di passeggiata

«È difficile capire cos'è ma dev'essere strada e se quindi dev'essere strada ci deve stare chi ci cammina e chilometri di passeggiata, le poche case sulla collina e dev'esserci acqua che piove»

sono passati scampoli di inverno, la primavere a l'estate e trascorre l'autunno: ho camminato sulla neve in mezzo alla neve tubinante sono scivolato sulla neve, ho annusato il verde tornare a bordo della strada ed esplodere nel colore dei boccioli, ho camminato sotto il sole a picco di giorni da far girare la testa, continua ad affondare nel fango e nella Via Vandelli. un po' perché non si può fare a meno di riandare ciò che accende la passione, un po' perché camminare sulla Via Vandelli è anche andare a trovare degli amici, investire del tempo in luoghi rappacificanti, un po' perchè camminare fa bene al sistema cardio-respiratorio e aiuta a prevenire la malattie legate alla sedentarietà, ma anche perché mi sono preso due impegni, anzi tre, con questa strada che sono riuscito a portare a termine:

definire in maniera molto più accurata e avendolo vissuto con i miei scarponi, il percorso escursionistico di questo cammino.
  1. per riuscirci mi sono dovuto rimettere a studiare le mappe dei sentieri e i siti per escursionisti, tracciare rotte e soprattutto provarle sul terreno. ho provato e camminato ogni traccia sulla carta nella direzione nord-sud (Modena-Massa)... ma anche in direzione opposta e inaspettatamente questa scelta mi ha fatto scoprire alcuni tratti inaspettatamente idonei al cammino per escursionisti!
    ad oggi le tracce della Via Vandelli come cammino nella sua versione escursionistica sono pronte e nei prossimi mesi le caricherò sul sito www.viavandelli.com, magari con anche un breve articolo in questo blog che le spiega, tappa per tappa:
    il prossimo anno, il 2020 sarà un anno fantastico per i viandanti della Via Vandelli!
    la Via Vandelli, originale (rossa) ed escursionistica (blu) da Modena e Sassuolo a Massa
  2. segnalare con le frecce adesive il cammino sul percorso, in modo che anche senza dover sempre controllare le tracce gps sul proprio dispositivo (modalità che è ancora irrinunciabile per percorrere la Via Vandelli!) i viandanti della Via Vandelli possano per gran parte del percorso orientarsi solo seguendo le frecce e risolvere più velocemente gran parte dei dubbi di fronte ai bivi.
    la frecce sono disposte solo in una direzione, per percorrere la Via Vandelli da Modena o Sassuolo verso Massa. contengono il logo della Via Vandelli, l'indirizzo del sito, la dicitura "Via Vandelli :: Modena-Massa" e il codice qr che rimanda al sito della Via Vandelli.
    e infine contengono nella parte alta due lettere: E che sta per escursionistico, O che sta per originale, cosicché se vi trovate di fronte a una freccia che contiene solo la E sapete che siete sul percorso escursionistico, se continene solo la O siete sul percorso originale settecentesco, se le contiene entrambe E e O siete in uno dei tanti tratti in cui il percorso escursionistico coincide con quello settecentesco.
    magari un giorno faccio un video per spiegare questo codice...
    le frecce che segnalano il cammino della Via Vandelli
  3. a un certo punto di queste peripezie mi è balzata in testa l'idea che sarebbe stato bello registrare dei brevi self-video in cui mentre camminavo spiegavo a i viandanti della Via Vandelli un po' di cose sulla Via Vandelli: informazioni storiche, aneddoti, nozioni sui territori attraversati, consigli su come percorrere la Via Vandelli e indicazioni utili nei punti più critici. un racconto arricchito con le immagini della pianura emiliana, del frignano, della garfaganana e delle apuane, spero che invogli sempre più persone a camminare la Via Vandelli.
    per ora sono riuscito a mettere insieme il trailer, ovvero l'episodio 0, ma presto nel corso dell'autunno/inverno usciranno anche i singoli video, ognuno dedicato a una singola tappa, sette tappe da Modena a Massa e altre due video per la partenza da Sassuolo.
    per rimanere aggiornati la cosa miglioreè iscriversi al canale youtube della Via Vandelli e mettere "mi piace" ai video!

e per rendicontare, tra le altre cose, non così irrilevanti, ho collaborato con il comune di Riolunato per un magnifico cartellone turistico posizionato al passo della Centocroci, ricchissimo di informazioni sulla Via Vandelli, sulla sua storia e sul suo futuro come cammino, con mappe e altimetrie.
il pannello informativo al passo delle Centocroci, a metà strada tra Modena e Massa
e per finire, rendiconto anche le iniziative del 2019 (...finora...) di divulgazione della Via Vandelli, che è un'antica strada pronta per diventare un nuovo cammino!
  1. Mercoledì 30 Gennaio 2019 – Biblioteca di Vignola (MO) all’interno della rassegna “Camminando nella storia” organizzata dal comune di Vignola e dall’associazione MuoviVi
  2. Domenica 10 Febbraio 2019 – Passeggiata Santandrea Pelago-La Fabbrica (Pievepelago MO)
  3. Mercoledì 20 Febbraio 2019 – Agriturismo Fattoria Centofiori di Marzaglia Nuova (MO)
  4. Sabato 30 Marzo 2019 – Palazzo Ducale di Sassuolo (MO), passeggiata dal Palazzo Ducale a Villa Bontempelli al Belvedere Ducale di San Michele, organizzata dal comune di Sassuolo
  5. Sabato 4 Maggio 2019 – Libreria Magnani di Castelnuovo di Garfagnana (LU)
  6. Mercoledì 29 Maggio 2019 – Study visit presso il Palazzo Ducale di Sassuolo (MO) e i primi chilometri di Via Vandelli per gli studenti del corso di formazione di Demetra Formazione con Carta|Bianca in collaborazione con il Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali (MiBAC) per l'Emilia-Romagna nell’ambito del progetto ministeriale Cantiere Estense
  7. Mercoledì 29 Maggio 2019 - Fusorari Cibi & Viaggi (MO), organizzata dall’associazione di divulgazione scientifica Inco.Scienza
  8. Sabato 8 Giugno 2019 – Biblioteca di Nonantola (MO) all’interno della rassegna “Aperitivo con un libro” organizzata dal comune di Nonantola
  9. Sabato 15 Giugno 2019 – BiblioNET di Cireglio (PT) all’interno della giornata “Festa 1Anno BiblioNET Cireglio”, organizzata dall’associazione Amo la Montagna
  10. Venerdì 9 Agosto 2019 – Rifugio Cà Silvestro di Fiumalbo (MO)
  11. Mercoledì 23 Ottobre 2019 – Sala dell’Arengo del palazzo Ducale di Ferrara (FE), all’interno della rassegna “Autunno Ducale” organizzata dalla Pro-Loco Ferrara, Terrestensi e Autunno ducale nelle terre estensi
  12. Domenica 27 Ottobre 2019 – Rifugio Nello Conti (MS), all’interno della Festa d’Autunno
  13. Giovedì 21 Novembre 2019 – Scuola primaria Gianni Rodari, Istituto comprensivo Ferrari di Pozza (MO), lezione sulla Via Vandelli
il Viandante divulgatore della Via Vandelli