«questo è il cammino e poi dritto fino al mattino poi la strada la trovi da te»
è vicino, è a pochi passi, è sapore famigliare eppure rimane irraggiungibile:
il percorso originale della
Via Vandelli nel tratto da Borra a La Santona.
c'era fango, c'è stata neve, ci sono
crochi come sipario. eppure
la Via rimane incerta.
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| la Via Vandelli sopra Borra: l'ultimo tratto di percorso certo |
Ero già stato lo scorso autunno a passeggiare tra
Borra e
La Santona, cercando di capire con i miei piedi dove passasse la
Via Vandelli nel 1739. Avevo affondato i piedi tra fango e prati umidi, levando lo sguardo alle chiome spoglie dei boschi del
Duca, ma i miei dubbi erano solo stati alimentati.
È difficile
raccapezzarsi sui declivi di un monte chiaramente trasformato dall'uomo, in cui strade lastricate sono state aperte più volte negli ultimi secoli, i sentieri di terra battuta si sono moltiplicati, le vie municipali hanno intersecato e deviato quelle ducali, e in cui i contadini e montanari hanno
pervicacemente occultato il tracciato del
la Via per poter arare, coltivare, pascolare, vivere indisturbati. E lo diceva già
Domenico Vandelli, nelle relazioni per
il Duca, dei villici che tagliavano
la Via con fossi o che facevano
cadere massi per confondere il cammino. Così tra Cà Don Carlo, San Rio, la
Serra della Luminaria e il
Grotto della Santona la Via è confusa, dispersa, mistificata, negata, spostata, intollerata.
Non aiutano i cartelli dei sentieri, che indicano direzioni sbagliate... o forse giuste ma
contradditorie, contraddittorie tra di loro e con i documenti storici. Forse aiutano e ancora non l'ho capito.
Non aiutano i consigli delle persone interpellate, che si rifanno a detti popolari, a tradizioni ottocentesche, a comodi tracciati, a
servitù di passaggio contese tra
il Duca e il popolo:
Sent: Tuesday, November 29, 2016 3:58 PM
da Cà Don Carlo
la Via Vandelli prosegue parallelamente a monte della via Giardini fino ad intersecare la strada che da Borra alta porta a casa Maioncello.La attraversa e prosegue fino al residence Selva dei Pini (piu o meno lo fiancheggia nella parte a nord).Quindi, parallela piu o meno alla Giardini arriva alla località "Le Baracche". Da qui arriva a La Santona con tracciato coincidente a quello della Giardini.
O forse anche questi
consigli aiutano e ancora non l'ho capito. Certo questi consigli contraddicono i cartelli apposti dalla comunità del
Frignano. Vabeh.
Non aiutano le antiche mappe. A partire da quella di
Domenico Vandelli stesso del 1746, che forse manca di dettaglio, ma certo mostra
la Via come una linea dritta con ben poche incertezze e curve tra
Lama Mocogno e
Barigazzo.
Nemmeno le mappe dell'800 in cui, già nella mappa del 1821, dopo Borra dalla
via Giardini segnata in rosso si stacca un intrico di vie segnate in giallo che portano a
La Santona, ricongiungendosi a varie altezze alla via Giardini: alla curva delle Baracche, al
la Fignola, direttamente a La Santona. Ognuna di queste alternative corrisponde a un percorso proposto da qualcuno anche oggi come quello originale del
la Via Vandelli. Qualche confusa speranza in più la offre la carta storica regionale del 1853, in cui il reticolo è meno intricato e appaiono
linee tratteggiate, vie distaccate dal
la via Giardini poco dopo la Santoncina che si ricongiungono viavia: ma dove? Alle Baracche? O direttamente a
La Santona? E
La Fignola, che fine fa? Non era toccata dal
la Via Vandelli? Almeno sembra escluso il passaggio per Casa Maioncello. Forse. Forse queste mappe aiutano e devo solo convicermene.
Ma all'
archivio di stato di Modena conservano le
mappe catastali di inizio '900, ho scoperto, così ho iniziato una piccola ricerca andora da conludere, visti i tempi biblici della
burocrazia per consultare le mappe. Sono però riuscito a scorgere almeno una mappa d'unione del comune di
Lama Mocogno, dove appaiono però in tutta la loro devastante coerenza i percorsi alternativi al
la Via Vandelli, quelli imposti dagli uomini che hanno deviato il corso del
la Via dai loro terreni e dai loro pensieri.
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| mappa catastale del comune di Lama, con qualche anonima correzione a matita |
Ma straordinari per me sono quei
tre tratti a matita, che qualcunaltro prima di me ha lasciato, uno verso La Serra, uno dopo La Santoncina, e il più appassionante di tutti proprio dopo Cà don Carlo, quei tre tratti con una freccia puntata verso l'alto, come a dire: no,
la Via non passava di qui, ma un po' più sopra.
Così anche questa mappa non aiuta. Anzi, aiuta moltissimo, a sapere che altri ricercatori nel passato hanno avuto i miei stessi problemi e perpelessità:
i predatori della Via perduta.
E così, da predatore, sono tornato alla caccia del
la Via, nuovamente coi miei q
uali segugi: e
l'usta del
la Via ci ha guidato,
piante dei piedi come
nasi di veltri, occhi puntati a
calcolare pendenze e tracciare
spartiacque. Così siamo riusciti a trovare le dritta vestigia di
muri a secco, proprio dove il monte scende a destra e a sinistra, abbiamo percorso versanti destri e sinistri, siamo scesi fino alla casa della
Fignola e risaliti alla curva delle Baracche.
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| vestigia di muri a secco che percorrono un crinale prima della selva dei pini: la Vandelli? |
Ora le nostra membra hanno assorbito il territorio,
le isoipse incorciate sulle mappe si sono fatte fatica e sudore, i bivi di linee scolorite o tratteggiate sono diventati impercorribili dirupi o boschi impenetrabili. Nonostante la soluzione non sia arrivata ancora, il corpo interiorizzerà la terra e un barlume di
Via, chissà, forse riemergerà sulla pelle.
Nel frattempo, rimane la traccia del percorso fatto, così se qualcuno esplorandolo vorrà darmi un contributo, sarà più facile pensarci potendo percorrere
le immagini del satellite e
una sottile linea rossa.
È difficile trovare sollievo dai tormenti di questro intrico di storia uomini e strade. Ma un po' di ristoro lo trovo nel curiosare tra le rare speci floreali che si annidano tra il bosco della Fignola e il
Sasso Tignoso e che quindi potrò ammirare passeggiando sulla desideratissima
Via Vandelli:
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| la Via Vandelli coperta di fiori primaverili si inerpica sul crinale, dopo Cà Don Carlo |
www.viavandelli.com #viavandelli @viavandelli