mercoledì 4 marzo 2020

Tappa 2 :: Serramazzoni - Pavullo nel Frignano - Via Vandelli escursionistica

la Via Vandelli con il Viandante :: Tappa 2 :: Serramazzoni - Pavullo nel Frignano

La seconda tappa della Via Vandelli, nel ramo che parte da Sassuolo e che in questa tappa si ricongiungerà con quello che parte da Modena, parte dalla piazza di Serramazzoni.
Siamo già nel cuore dell'appennino modenese, in uno dei paesi cresciuti attorno alla Via Vandelli, arrivata qui nel 1751 per scelta di Domenico Vandelli, dove all'epoca c'era solo il piccolo agglomerato di Case Mazzoni.

Un'antica abitazione di Case Mazzoni, appena discosta dalla Via Vandelli
Ci lasciamo alle spalle la fontana della piazza, dopo aver fatto un generoso rifornimento, visto che non troveremo più fontane fino alla conclusione della tappa, a Pavullo.
Usciamo dal paese sul marciapiede che costeggia la strada asfaltata che va verso l'antica roccaforte di Monfestino. Ma ben presto, continuando a seguire la Via Vandelli settecentesca, ci troviamo al bivio con Case Naldi, dove prenderemo a destra in discesa, percorrendo un tratto di Via Vandelli dove ìancora presente il muro a secco di contenimento e parte della lastricatura, che corre tra i campi verdeggianti. Ma prima, proprio all'imbocco del bivio, ci fermiamo per ammirare sulladestra, in lontananza, la Pietra di Bismantova, l'emergenza rocciosa dell'Appennino reggiano dal profilo inconfondibile, visibile fino qui: il seggio del demonio sulla terra.

la Pietra di Bismantova, come vista dalla Via Vandelli
Poi scendiamo, tra le querce, i campi fioriti, il lastricato, i muriccioli, lo sterrato, i prati. Fino al punto più basso, dove alle volte stagna l'aqua sotto il pelo dell'erba. E velocemente risaliamo, per un sentiero fatto più aspro nel bosco che è pur sempre la Via Vandelli settecentesca, e qualche guado e tanta ombra.

la Via Vandelli sommersa dall'erba tra i prati
Si sale inesorabilmente, finché la Via Vandelli non raggiunge in un punto in cui è di nuovo asfaltata, ma per nulla spiacevole, visto che sale tra il verde e l'azzurro come un tranquillo nastro spoglio tra i filari di querce che sempre l'accompagnano. Sale nei campi che portavano petrolio e benessere dove ancora i toponimi ricordano gli antichi insediamenti: Cà di Naldo, Cà dè Ghinelli, La Berzigala, La Monta, Cà Bosi, Cà Bertacchini e la dimenticata Casa Usercia.
E finalmente si raggiunge ilpunto in cui questa Via Vandelli del 1751 incontra la Via Vandelli del 1739 che sale da Modena, e in un magico trivio si riuniscono per correre insieme tra le querce come unica strada verso il Frignano, il crinale, la Garfagnana, le Apuane e il Mar Tirreno!

la Via Vandelli poco dopo la confluenza del ramo del 1739 da Modena e quello del 1751 da Sassuolo
Camminiamo tra i filari di querce, fino a sbucare dove la via Giardini si sovrappone alla Via Vandelli. Per un tratto molto breve stiamo a fianco dell'asfalto, e a Cà Bosi lasciamo il percorso orioginale, che purtroppo oggi è sotto l'asfalto, e continuiamo invece per sentieri scendendo e salendo le ultime colline prima della meta: attraversando la campagna lambiamo il borgo di Montebonello, raggiungiamo la vetta del poggio del Vecchietto, giù fino a Cà Moneta, rimiriamo imponente la rupe di Miceno, tocchiamo il punto più basso della tappa sul rio Cogorno, l'ultima salita poi in discesa su Pavullo in mezzo alle villette. Siamo infine arrivati nell'ombroso parco ducale, con fontane, alberi, il palazzo Ducale e il busto del celebre condottiero Raimondo di Montecuccoli.
Manca poco e possiamo sederci nella piazza centrale di Pavullo nel Frignano, sotto il busto di Giovanni Borelli, immergendoci e dissetandoci alla fontana pubblica la cui acqua sgorga dal becco di arcigni e benevoli rapaci.

il video de "la Via Vandelli con il Viandante"


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