dopo aver deciso che
le mezze misure non facevano né per me né per la
Via Vandelli, ho studiato per qualche mese, provando a districarmi tra il
labirinto di percorsi alternativi e sempre imprecisi che venivano proposti per la
Via Vandelli. e il
29 settembre scorso ho deciso che sarei uscito per la prima esplorazione dal vivo del percorso.
partito armato di
curiosità scientifica e una buona dose di impazienza, sono uscito con meta la
biblioteca di Pavullo alla ricerca di un po' di
bibliografia. libri a parte, mi sono fermato a sbirciare, appena prima del viadotto della
Nuova Estense sul
Rio Torto, la
Via Vandelli che risale il versante sud del Malandrone. Ed è l'unica foto fatta quel giorno!
Eppure non è di questo tratto di
Via Vandelli che voglio parlare. Ma del tratto che ho percorso un po' in auto e un po' a piedi nella pausa pranzo della biblioteca. la
Via Vandelli non fa praticamente mai curve: è una linea arcuata e pensierosa, appoggiata tra crinali e fondovalli. E così, scendendo da
Sant'Antonio, segue un tracciato ben diverso dalla successiva
via Giardini e invece che tortuoseggiare per evitare il fosso dell'
Acquabona, ci si butta dentro segnata dalle acque e dagli
spartiacque.
Così il 29 settembre ho percorso per la prima volta un tratto della
Via Vandelli inedito per me e quindi recuperato, tracciando un segno inequivocabile per dirimere quell'intrico di dicerie sul percorso della
Via Vandelli. E quel segno lo voglio riprodurre qui, a favore de
i miei ventiquattro lettori.
in assenza di foto, rimangono solo i ricordi sognati:
lasciando la statale peregrinare a sinistra tra le sue curve, si mantiene la barra dritta per via
Savonarola e subito si è cinti da case da un borgo da muri che paiono nati a delimitare senza invadere i bordi della
Via, in pochi metri il balzo nei secoli è fatto. ma proseguendo, prosegue, affacciandosi sul
lago della Chiozzola e poi si infila tra i filari di querce e le case coloniche e altri secoli passano, lasciando ben presto l'asfalto per la carreggiata il percorso si fa più incerto e più vivo, la discesa aspra e il panorama potente e vasto, giù fino al rio, giù in basso, con la vista verso
Pavullo prima di recuperare con un breve balzo l'asfalto e la modernità...
ma sotto, rimane, l'antica intelligenza dell'uomo e della terra fattisi
Via.
E il percorso così ritracciato, si ricompone nel suo alveo con le testimonianze delle carte storiche, come nella carta del territorio modenese del 1821 in cui la
Vandelli appare chiara in rosso sulla sinistra scendere dritta. E come nelle primissime mappe dell'
Istituto Geografico Militare di fine '800, in cui la
Via Vandelli si riconosce bene nel tratteggio sulla sinistra.
La
Via rinasce dalle testimonianze, dallo studio, dalle letture, dalle mappe, rinasce con le mie gambe.
p.s. si capisce un po' meglio cosa intendo quando dico che voglio ricostruire e ripercorrere in maniera fedele il tracciato originale del 1739?
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