giovedì 12 dicembre 2019

linda e duratura

«Voglio una degna sepoltura quando la morte verrà e mi ghermirà, una tomba linda e duratura che mi preserverà dall'umidità»


Domenico Vandelli, nato a Levizzano Rangone il 1° marzo 1691
Francesco III d'Este, nato a Modena il 2 luglio 1698
Maria Teresa Cybo-Malaspina, nata a Novellara il 29 giugno 1725
Ercole III d'Este, nato a Modena il 22 novembre 1727

per un qualche motivo antropologico è sempre intrigante sapere dove sono sepolti i propri beniamini. basti pensare al cimitero di Père-Lachaise a Parigi dove riposano lo statunitense Jim Morrison, il polacco  Frédéric Chopin, la francese Edith Piaf il britannico Oscar Wilde e insieme Abelardo e Eloisa. o a Graceland, mausoleo di Elvis, o al cimitero acattolico di Roma con John Keats e Percy Bysshe Shelley (che proprio dopo un'ascensione lungo la Via Vandelli fino a San Pellegrino in Alpe compose "La maga dell'Atlante" nell'agosto del 1820) insieme a Gramsci, Gadda, Lussu e Camilleri. per dire.
e così non potevo non chiedermi delle sorti delle spoglie mortali dei quattro protagonisti principali dela genesi della Via Vandelli.

Levizzano Rangone, paese natale di Domenico Vandelli
Quart1984 (CC BY-SA 4.0)
mentre dei due duchi e della duchessa i luoghi di sepoltura e le attuali collocazioni delle tombe sono ben note, un più intricato mistero avvolge la sorte del progettista della Via Vandelli.
la sepoltura di Maria Teresa è la prima che ho visitato, alla basilica della Ghiara a Reggio Emilia, città dove la duchessa passava gran parte del suo tempo dopo che il consorte l'aveva lasciata per unirsi con matrimonio morganatico a Chiara Marini.

la tomba di Maria Teresa Cybo-Malaspina all'interno della basilica della Ghiara a Reggio Emilia
la seconda è stata quella di Ercole III, sepolto nella chiesa di San Vincenzo di Modena, luogo eletto nel 1836 da Francesco IV a pantheon della famiglia Estense.
prima o poi visiterò anche la tomba di Francesco III, che ora si trova nel cimitero monumentale di Giubiano a Varese, dove vennero traslate dal convento dei frati Cappuccini di Casbeno, avendo servito gli ultimi anni di vita come governatore del feudo asburgico di Varese.

il monumento funebre di Ercole III d'Este all'interno della chiesa di San Vincenzo a Modena
invece le sorti dell'ingengere-matematico-cartografo Domenico Vandelli non sono così limpide. già le circostanse della sua morte sono offuscate dalla leggenda: la più diffusa è che il Vandelli muoia suicida in seguito a una depressione conseguente al non successo proprio della Via Vandelli, o adirittura c'è chi addirittura attribuisce la causa del suicidio all'aver sbagliato il raggio dell'ultima curva prima di Massa!
«Di lui [di Domenico Vandelli n.d.r.] si valse il sopraddetto Duca Francesco III nel grandioso e difficil lavoro della magnifica strada, che per altissimi monti conduce da Massa a Castelnuovo di Garfagnana, e quindi a Modena, e dall'altra, che da' confini del Lucchese conduce a Castelnuovo. E benché poscia l'effetto di sì malagevole intrapresa non corrispondesse alle speranze, che se n'erano concepute, non puè attribuirsene la colpa al valoroso Matematico in essa impiegato. Egli infine finì di vivere improvvisamente in Modena a' 21 di Luglio del 1754, e fu onerevolmente sepolto nella Chiesa di S.Carlo.»

Girolamo Tiraboschi "Biblioteca modenese" tomo V, Modena,  Società tipografica (1783)
e proprio nella chiesa di San Carlo a Modena, dove sono stato tante volte, sono entrato pochi giorni fa stavolta con la ferma e sicura intenzione di trovare la tomba di Domenico Vandelli.
oggi la chiesa è sconsacrata e gestita dalla Fondazione Collegio San Carlo e in questi giorni è adibita alla mostra "Piccoli tesori di latta" in cui è esposta una grande collezione di antichi giochi di latta, appunto. mi aggiro per la ex-chiesa, scrutando nelle cappellette, alla ricerca di una lapide, un segno del grande matematico... ma non ne vedo. sapendo che alle volte le sepolture si nascondono dietro porte o tende, chiedo alle persone della fondazione che presidiano la mostra, ma non ne sanno nulla. esco un po' deluso ma fiducioso e scrivo una mail al servizio tecnico che cura la ex-chiesa.
la risposta arriva veloce e chiara dalla responsabile della biblioteca dell'archivio storico:
«Buongiorno,le tombe della chiesa di San Carlo sono state chiuse a partire dal 1777 e infine interrate e murate in conseguenza dell’ordinanza del Podestà di Modena del 1808.Non è rimasta memoria della tomba di Vandelli né ho trovato finora traccia di una eventuale lapide, di un suo riuso o altro che possa ricondurre alla notizia, sono spiacente.Cordialmente ...»

il pantheon estense all'interno della chiesa di San Vincenzo a Modena
approfondirò la ricerca per capire se la sorte di Domenico Vandelli è quella di non avere più un luogo di sepoltura, che la sua vita e la sua morte siano ammantate in buona parte dalla leggenda, che di lui non ci sia pervenuta nessuna immagine.
ma la sua immensa eredità sta nelle centinaia di chilometri serpeggianti della strada che porta il suo nome, vive nei passi dei viandanti che sempre più numerosi la percorrono, viene ricordato dalle targhe steli e iscrizioni che sorgono lungo il percorso della Via Vandelli.

la stele in marmo apuano dedicata a Domenico Vandelli presso La Fabbrica di Pievepelago
Domenico Vandelli, morto a Modena il 21 luglio 1754 a 63 anni
Francesco III d'Este, morto a Varese il 22 febbraio 1780 a 82 anni
Maria Teresa Cybo-Malaspina, morta a Reggio il 25 dicembre 1790 a 65 anni
Ercole III d'Este, morto a Treviso il 14 ottobre 1803 a 76 anni

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