sabato 10 giugno 2017

Tappa due

La decisione dev'essere rapida ed è quella di comprare scarponi nuovi: ritarderà la partenza ma mette al sicuro il resto del viaggio.
Parto da Montale ed è ancora Nuova Estense, voi camion e le auto e la velocità e la noncuranza per ciò che sta fuori dall'abitacolo. Ma io mi diverto a zompettare e fotografare ogni cartello Via Vandelli che vedo.
Così arrivo a Pozza senza patemi, dove finalmente l'Estense lascia in pace la Vandelli e dove Marcello mi offre un aperitivo e poi mi accompagna a piedi con le sue figlie fino a Gorzano.
A Corsano c'è il ponte sul Tiepido, che sembra poco e invece è tanto importante, almeno per me.
Costeggiata dai campi la Via arriva a Torre Maina, dove lascia la pianura per arrampicarsi su i colli, sul Poggio Gaiano e poi fino a Puianello: fortuna che ci sono i marusticani maturi a salvarmi la vita dal caldo tra i calanchi, prima che me la salvi Moreno, che dalla sua bicicletta mi dice di stare all'ombra e allora io all'ombra ci sto due ore.
Ma quando riparto il caldo è inevitabile è la salita pure. Non molla mai fino alla discesa verso Riccò dove mi fermo pure a prendere un caffè.
Che forse ormai l'ora si fa più fresca o la distanza più breve ma arrivo svelto fino a San Dalmazio dove mi aspetta immerso nell'emporio del paese il mio fantastico oste Alberto ma per tutti Lilli.
E già fuori i campi indorano, nell'orizzonte della valle dello Scoltenna a preparare crescentine e poi notte e poi di nuovo Via.

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